
Una voce inconfondibile, giudicata fra le più affascinanti del Novecento è stata quella di Shirley Verrett, deceduta il 5 novembre 2010 nel Michigan.
Era nata a New Orleans nel 1931 ed aveva studiato canto negli Stati Uniti. Ventiduenne vinse una borsa di studio per la Juilliard School of Music di New York che le ha consentito un prestigioso tirocinio. Si impose all’attenzione internazionale in Italia dove entusiasmò pubblico e critica nel 1962 interpretando il ruolo di Carmen al Festival di Spoleto, ove evidenziò oltre alla eccezionale avvenenza fisica una vocalità splendida e fine gusto interpretativo. Da allora ha esplorato con versatilità e sensibilità il repertorio mezzosopranile, concedendosi escursioni anche in ruoli scritti per contralto o per soprano.
In più occasioni ha attribuito a sua madre il merito di essersi dedicata al canto. “Quand’ero bambina, a New Orleans, mia madre cantava sempre; aveva una voce bellissima, e son sicura che era davvero bellissima e che non era il mio affetto a farmela apparire così”.
Shirley Verrett ha unito alla duttilità naturale dello strumento vocale il controllo di ogni emissione: negli acuti, in cui la nota anche rischiosa restava piena e timbrata; nel centro e nel grave in cui la frase melodica trovava infinite vibrazioni e una ammaliante omogeneità. Il tutto in una persona cordiale e fondamentalmente allegra, antidiva per eccellenza, amica di tutti i colleghi con i quali sapeva sempre intessere buoni rapporti, raramente rivalità artistiche. Aveva sposato un italo-americano, di origini siciliane.
La sua splendida voce si può ascoltare nei CD come Ulrica nel Ballo in maschera accanto all’amica Leontyne Price e a Carlo Bergonzi, come Orfeo nell’Orfeo ed Euridice, nella Lucrezia Borgia quale Maffio Orsini assieme a Kraus e la Caballé, nell’Anna Bolena accanto alla Sills, nel Trovatore, ancora con la Price e Bergonzi, nel Don Carlo, ma anche come Lady Macbeth, ed in altre pregevoli produzioni discografiche.






