
Pauline Viardot Garcia, nata a Parigi nel 1821 ed ivi morta nel 1910, era figlia di Manuel Garcia (1775-1832), celebre tenore di origini spagnole, padre pure della grande Maria Malibran (1808-1836). Provetta pianista (suo maestro fu Liszt), si dedicò al canto dopo la morte del padre e della sorella, debuttando a Londra nel 1839 come Desdemona nell’Otello di Rossini. Fu subito un trionfo che la portò presto nei principali teatri europei, tra cui quello di San Pietroburgo ove interpretò nel 1843 il ruolo di Rosina nel Barbiere di Siviglia di Rossini.
Nel 1841 sposò Louis Viardot, direttore del Theàtre Italien di Parigi sebbene fosse di ben 22 anni più anziano di lei. Su richiesta di Meyerbeer cantò il ruolo di Fidès ne’ Il Profeta nella prima rappresentazione a Parigi del 1849, riprendendolo poi per oltre 200 volte. Nel suo celebre salotto conobbe Gounod (che le dedicò la sua opera Sapho), Berlioz, Bizet, Fauré, Chopin, Saint-Saens, Delacroix. Fu assai apprezzata anche da Verdi che la volle quale Azucena nel Trovatore. A lei musicisti, poeti, letterati (De Musset, Gauthier), scultori, dedicarono le loro opere migliori. Si distinse anche come scultrice, poetessa e operettista. Saint- Saens le dedicò la sua Sansone e Dalila e Massenet l’oratorio Marie Maddeleine. Fu per molti anni compagna di Turgeniev, amica di Clara Schumann, mentre George Sand le dedicò il suo romanzo Consuelo.
La voce aveva una estensione notevole, tant’è che riusciva ad interpretare ruoli di mezzosoprano, di contralto ed anche di soprano.
Si ritirò dalle scene intorno al 1861, dedicandosi all’insegnamento. Scrisse un trattato di canto ancor oggi assai apprezzato. Nel 1901 ricevette la Légion d’Honneur dal governo francese. Nel 1907 furono pubblicate a Parigi le “Lettere a Madame Viardot” di Turgeniev e nel 1913 uscì “Memorie e avventure” scritto da Louise Hériette Viardot, sua figlia.
Va considerata un esempio di personalità eclettica che pose la propria cultura al servizio di una vita autenticamente e pienamente vissuta a contatto con alcune tra le figure più rappresentative della sua epoca.






