
«Quelle povere donne delle mie commedie mi sono talmente entrate nel cuore e nella testa che mentre io m’ingegno di farle capire alla meglio a quelli che m’ascoltano, quasi volessi confortarle, sono esse che adagio adagio hanno finito per confortare me“: era sfumata, nella Duse, la separazione tra donna e attrice, come lei stessa scrisse a un critico teatrale.
Il Circolo della Lirica di Padova nel centenario della morte di Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh,21 aprile 1924) mette in scena uno spettacolo per raccontare e rievocare la figura poliedrica della più grande attrice italiana di tutti i tempi, diva nel firmamento mondiale.
Arie, romanze e canzoni accompagnano le parole di un racconto intenso su uno dei miti del teatro italiano: la divina che con la sua grande naturalezza e ineguagliabile talento ha rappresentato i grandi autori, da D’Annunzio, Verga a Ibsen e Sardou, Dumas, Renan.
Nata in una stanza d’albergo dove la madre, attrice girovaga, sostò per partorire, Eleonora Duse non frequentò mai la scuola, ma a quattro anni era già sul palcoscenico, a ventitré anni già prima attrice, a ventinove capocomica e poi, per tutta la vita, capace di imporre le sue ardite e lungimiranti scelte artistiche, portando al successo autori di rottura, come il Verga di Cavalleria rusticana che rappresentò nel 1884. Attrice sensibilissima, si preoccupò di consolidare con lo studio e con la cultura le doti innate, con un repertorio di livello artistico sempre più ambizioso e ardito, interpretando opere di Shakespeare, di Ibsen e alcuni drammi di Gabriele D’Annunzio col quale ebbe una travagliata e intensa storia d’amore.
Di carattere determinato, recitava spesso in piedi con le mani sui fianchi e seduta con i gomiti sulle ginocchia: atteggiamenti sfrontati per quei tempi, ma che l’hanno fatta conoscere e amare dal pubblico e resa immortale. Conquistata fama, ricchezza, stima, rispetto, eppure non placava quella sua strana inquietudine che le macerava il petto con un intimo tormento che nemmeno anziana sentirà spento.
Interpreti dello spettacolo lirico teatrale: Chiara Selmo mezzosoprano – Gabriele Sagona basso – Roberta Ferrari pianoforte. Soggetto e testi a cura di Annachiara Vitaliani
Palazzo Zacco Armeni Prato della Valle 82 Padova – Domenica 15 dicembre ore16.00 – Chiusura accesso alla sala ore 15.45 – Obbligatoria la giacca per i sigg.ri uomini.
Prenotazione obbligatoria ai numeri 349 802 6146 – 380 759 6925 – 335 630 3408.






