Ogni anno, quando sta per iniziare il concorso, si entra in fibrillazione; ci si domanda se ci saranno sufficienti iscritti, se la commissione sarà tutta presente, se ci saranno contestazioni per chissà quale ragione, se, insomma, si arriverà alla fine senza intoppi e senza disguidi. Poi, durante lo svolgimento, qualche problemino sorge sempre, ma per fortuna mai situazioni tali da non essere superabili col buon senso e, ormai, con l’esperienza acquisita. Si giunge così alla serata finale, la gran festa in teatro, l’agitazione dei concorrenti che vedono il traguardo vicino, ma la competizione è dura perché la qualità è tanta e i premi sono solo tre, più le più borse di studio meno consistenti anche se sempre ambite.
Il presentatore è brillante e intrattiene il pubblico, ma la febbre dietro le quinte sale e l’agitazione coinvolge tutti al punto che, dopo la proclamazione dei vincitori e i brevi commenti di rito, i fiori per la presidente della commissione non vengono quasi mai offerti pubblicamente perché miseramente dimenticati su un tavolino, fra la confusione generale.
È bella però quella confusione …
è quasi il compimento di un rito, come un esplodere di emozioni contenute, come il botto finale dei fuochi d’artificio: prima il silenzio poi i tre colpi che rompono l’incantesimo. C’è chi ride, chi piange, chi in mezzo alla confusione generale se ne va sconsolato e non riesci neppure a consegnargli l’attestato di finalista perché la sua attesa è finita e le sue speranze disilluse. È un momento liberatorio per tutti, ma anche l’amarezza per molti e noi che abbiamo seguito inevitabilmente il loro percorso in quella settimana sentiamo di condividere, anche se silenziosamente, perché non si fa il tifo per nessuno, la loro delusione che naturalmente è fisiologica in ogni competizione.
I risultati che tutti conoscerete già, ma che è giusto ricordare sono stati i seguenti:
1° premio al Basso Goran Juric (serbo)
2° premio al Soprano Elisabeth Stevens (americana)
3° premio al Mezzosoprano Romina Tomasoni
Borse di Studio:
* Fondazione Lucia Valentini Terrani al soprano Laura Macrì (20 anni)
* Soci del Circolo della Lirica a Laura Macrì
* Soci del Circolo della lirica al tenore Luciano Ganci
* Patrizia del Sero in memoria della madre Liviana Licheri Del Sero al soprano Silwia Krizyek .
Il ricordo delle emozione e degli stati d’animo sono ancora presenti, ma più presente è già il timore per il futuro, quel futuro annunciato del concorso biennale, se così fosse sarebbe la fine di 25 anni di storia e di storie, perché ciò che è annuale e si fa slittare di un anno per pretesti i più vari ha già il suo destino segnato. Pensiamoci e non lasciamoci scippare ciò che è entrato nella storia e cultura della Città. Un’ultima nota dolente: negli ultimi due anni non abbiamo avuto il piacere di vedere sul palcoscenico a consegnare i premi che, pure sono offerti dal Comune di Padova, né l’Assessore alle Manifestazioni né tanto meno il Sindaco che dovrebbe essere il garante della continuità di una manifestazione gestita direttamente dalla Amministrazione comunale. Ringraziamo il prof. Giuliano Pisani attuale presidente della Commissione Cultura, il quale non solo non ha disatteso il suo amore per il concorso, ma si è adoperato perché il venticinquesimo anno di vita continuativa dello stesso non finisse nell’oblio e con la sua presenza ha tamponato egregiamente le altrui colpevoli, a mio avviso, assenze.






