di Salvatore Margarone, direttore artistico – Sabato 17 Novembre, nel Salone di Palazzo Zacco Armeni di Padova, siamo stati catapultati in una atmosfera “d’altri tempi” con il Concerto barocco per clavicembalo e voce. Qualche assenza tra i nostri soci, forse un po’ perplessi per il programma proposto… in realtà la serata si è rivelata ricca di sorprese e curiosità, grazie anche alla maestria del M° Roberto Loreggian, clavicembalista padovano, che ha illustrato e spiegato, al pubblico numeroso e attentissimo, caratteristiche e curiosità su questo strumento, sulla sua storia e sul repertorio barocco. In duo, con il mezzosoprano Elena Biscuola, di eclettica ed elegantissima vocalità, Loreggian ci ha accompagnato in un escursus filologico-temporale non indifferente, abbracciando due secoli di storia della musica, tra ‘600 e ‘700, interpretando con grande musicalità questo difficile repertorio con pagine musicali di noti compositori, da Caccini, Frescobaldi, Monteverdi, Vivaldi per arrivare a Bach ed Haendel.
Quello barocco, si sa, è un repertorio che va capito, gustato ed ascoltato, ma anche studiato per le difficoltà intrinseche che in esso sono racchiuse, seppure apparentemente molto semplice nella scrittura musicale, quali fioriture, abbellimenti ed anche “improvvisazione” strumentale e vocale che solo l’artista che ha approfondito lo studio della prassi esecutiva riesce a far emergere. Un’esperienza questa che rimarrà di rilievo nella storia del Circolo della Lirica anche grazie al pubblico intervenuto – composto, lo sottolineiamo, nella maggior parte da giovani che per la prima volta partecipavano a un nostro evento. E’ stato dimostrato grande apprezzamento agli artisti, che a loro volta hanno regalato numerosi bis agli ospiti, e gli applausi sembravano non finire…. Tutti i presenti hanno calorosamente ringraziato per la particolarità di una simile serata, raramente proposta nei cartelloni di enti ed associazioni musicali. Questo ci ha reso felici, perchè significa che il lavoro e l’impegno profuso sono valsi a qualcosa, e ci dà ancor di più la voglia di trasgredire (lasciatemi passare il termine) a quegli schemi che forse bisogna un po’ cambiare per ravvivare il Circolo e offrire la possibilità anche a persone nuove, che magari fino ad ora non avevano avuto lo stimolo giusto per farsi avanti, di partecipare alle nostre manifestazioni.
Qualche assenza tra i nostri soci, forse un po’ perplessi per il programma proposto… in realtà la serata si è rivelata ricca di sorprese e curiosità, grazie anche alla maestria del M° Roberto Loreggian, clavicembalista padovano, che ha illustrato e spiegato, al pubblico numeroso e attentissimo, caratteristiche e curiosità su questo strumento, sulla sua storia e sul repertorio barocco.
In duo, con il mezzosoprano Elena Biscuola, di eclettica ed elegantissima vocalità, Loreggian ci ha accompagnato in un escursus filologico-temporale non indifferente, abbracciando due secoli di storia della musica, tra ‘600 e ‘700, interpretando con grande musicalità questo difficile repertorio con pagine musicali di noti compositori, da Caccini, Frescobaldi, Monteverdi, Vivaldi per arrivare a Bach ed Haendel. Quello barocco, si sa, è un repertorio che va capito, gustato ed ascoltato, ma anche studiato per le difficoltà intrinseche che in esso sono racchiuse, seppure apparentemente molto semplice nella scrittura musicale, quali fioriture, abbellimenti ed anche “improvvisazione” strumentale e vocale che solo l’artista che ha approfondito lo studio della prassi esecutiva riesce a far emergere. Un’esperienza questa che rimarrà di rilievo nella storia del Circolo della Lirica anche grazie al pubblico intervenuto – composto, lo sottolineiamo, nella maggior parte da giovani che per la prima volta partecipavano a un nostro evento. E’ stato dimostrato grande apprezzamento agli artisti, che a loro volta hanno regalato numerosi bis agli ospiti, e gli applausi sembravano non finire…. Tutti i presenti hanno calorosamente ringraziato per la particolarità di una simile serata, raramente proposta nei cartelloni di enti ed associazioni musicali. Questo ci ha reso felici, perchè significa che il lavoro e l’impegno profuso sono valsi a qualcosa, e ci dà ancor di più la voglia di trasgredire (lasciatemi passare il termine) a quegli schemi che forse bisogna un po’ cambiare per ravvivare il Circolo e offrire la possibilità anche a persone nuove, che magari fino ad ora non avevano avuto lo stimolo giusto per farsi avanti, di partecipare alle nostre manifestazioni.






