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Scopri il passato per costruire il futuro |
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Le domande sul futuro della lirica e quelle sul pubblico che dovrà sostituire domani i vecchi melomani di oggi sono ormai una costante dei nostri tempi. Il vedere un giovane pagante all’opera costituisce un motivo di gioia e si augura a lui di divertirsi e a noi di rivederlo la prossima volta; non si tratta di costi perché un posto ai concerti pop o jazz costa certamente di più di uno per la lirica e non solo in loggione. di Mariangela Giulini |
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Elio Pandolfi in "Operetta mon amour" per il Circolo della lirica |
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24 maggio Circolo Unificato dell’Esercito, sala delle feste, è stata una vera festa dell’operetta e della sua storia. Un Pandolfi carico di vitalità e ricordi ha trasportato un pubblico numeroso e attento nell’atmosfera un po’ magica e un po’ nostalgica del nostro passato, quando i nomi di Antonella Steni, Bice Valori, Sandra Mondaini, Paolo Panelli, Mario Landi ci divertivano con Pandolfi dallo schermo di una televisione pulita e, quasi, puritana; il cinema, il teatro erano il nostro vivere quotidiano fatto di satira e di arte scenica che ti levava i pensieri divertendoti in modo sano e mai ossessivo, come avviene invece oggi. di Mariangel Giulini |
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Sulle regie moderne ci siamo già soffermati più volte segnalandone la irragionevolezza dello stravolgimento del libretto e spesso la presunzione di poterlo ignorare come testo superato e inutile ai fini dell’opera. Ora vorrei affrontare invece l’argomento relativo alle regie minimaliste che in qualche maniera mistificano l’aderenza al libretto con piccoli elementi che creino le atmosfere o richiamino l’epoca o i luoghi dell’argomento. di Mariangela Giulini |
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